Chi siamo

Don Bosco venne a Firenze 23 volte dal 1865 al1887. Nel 1865, la prima volta, venne di proposito reclamato da alcun nobildonne fiorentine intente ad opere benefiche e atteso da eminenti personaggi del clero, che lo conoscevano come sacerdote dotato del carisma dell’educatore, capace quindi anche di operare beneficamente a Firenze, se non altro consigliando via e metodi di educazione e di redenzione giovanile.
Solamente nel 1881 fu concreta la presenza di un’opera di don Bosco a Firenze, su sollecitazione della Società Cattolica Operaia, capitanata da Bourbon Del Monte e dall’avvocato Giovanni Grassi.

All’inizio una vita stentata e difficile nell’attuale via Fra Giovanni Angelico e adiacente via del Ghirlandaio con ospizio per giovani di famiglie disagiate a cui si offriva educazione primaria, scuole elementari, e presto scuole ginnasiali. E insieme, primaria impresa dei salesiani, scuole di Arti e Mestieri, sarti, falegnami, e a ruota legatori, stampatori, tipografi, corniciai. Direttore di straordinaria tempra don Faustino Confortola, 1881-1885.

Presto in Via Gioberti una piccola chiesetta, che preludeva alla concessione della parrocchia, che avvenne nel 1915, parroco don Torquato Tassi. Contemporaneamente in via Gioberti la Libreria salesiana, l’oratorio festivo e quotidiano e dal 1903 la costruzione della Chiesa della Sacra Famiglia, che si concluse solamente nel 1930.
Degno di essere ricordato il tentativo di don Bernardo Savarè nel 1926 di fondare una grande scuola professionale, invitato alla prima pietra addirittura sua maestà Vittorio Emanuele III.
In ambienti angusti visse e tentò di prosperare in via Fra G. Angelico la scuola ginnasiale e l‘avviamento professionale con scuole apprezzate di Arti e Mestieri.
L’opera uscì dalle strettezze negli anni 1954 - 60, quando con audacia necessaria e irrimandabile il direttore don Ivo Paltrinieri si lanciò nella costruzione dei due grandi edifici che attualmente si ammirano per le Scuole professionali e per le scuole ginnasiali.

L’opera salesiana fin dall’inizio era stata un collegio per ragazzi interni, convittori, all’incirca duecento ragazzi, studenti e artigiani, nel 1963, quando la riforma della scuola media unica impose la chiusura dell’avviamento professionale e rese difficile anche la presenza delle scuole ginnasiali.
Fu giocoforza da Borgo San Lorenzo trasferire a Firenze l’Istituto dei geometri, parificato e ben funzionante.
Nel 1970 avvenimenti sociali , mutamenti di mentalità, scarsezza di personale salesiano, difficoltà nell’affrontare le rilevanti spese economiche, suggerirono di cedere tutte e cinque le classi di geometri all’Istituto statale per Geometri in Via Giusti. E fu il tempo di istituire provvidenzialmente un convitto universitario per giovani bisognosi di questo servizio, espletato da salesiani di notevole capacità culturali e di solida formazione pedagogica e umana.

In una città come Firenze da tempo si sentiva da parte dei salesiani la necessità di istituire una scuola superiore. Il passo ardito fu fatto nel 1992 quando nacque il Liceo Scientifico Don Bosco. Il primo anno erano 21 i giovani del primo corso. Ora il liceo salesiano di Via del Ghirlandaio conta 270 alunni liceisti, con dieci classi, due per sezione, e classi piene di oltre venti alunni. Pare che la scuola salesiana al momento gode di buon prestigio per serietà di insegnamento, per regolare disciplina scolastica e per ambiente, sereno e familiare come don Bosco indicava ai suoi salesiani.

Non ci sono sovvenzioni e contributi da parte dello Stato. Vengono praticate riduzioni e gratuità per famiglie in difficoltà.
Il regime scolastico è di semiconvitto, specialmente per i ragazzi delle medie: scuola, pranzo, ricreazione, studio personale in ampi spazi, presenti ad assistere, ed eventualmente ad aiutare, i salesiani, giovani e non più giovani.

Accanto a questa attività puramente scolastica si muove nell’opera salesiana tutta un’attività parallela di carattere culturale nella Sala Esse, che è una specie di cinema d’essai, nell’aula magna, dove convergono raduni vari sociali, religiosi, congressi di vario genere, aggiornamenti scolastici, conferenze con problematiche attuali.
Esiste una filodrammatica “I broccoli di città” di puro vernacolo fiorentino, che si esibisce nei nostri ambienti, in ambienti esterni , e che annualmente allestisce un ciclo di otto compagne, una alla settimana in scena nella sala Esse.
Naturalmente i genitori degli alunni hanno la loro associazione puntuale al raduno mensile. La “Rete” gestita dal direttore dell’opera salesiana è impegnata a tenere aggiornato il personale delle Scuole Parificate sulla evoluzione veloce degli ordinamenti scolastici.

Una vita molto vivace, molto ricca quella scolastica.
Ma ugualmente ricca è la vita della parrocchia della Sacra Famiglia in Via Gioberti. Esuberante è lo svolgimento delle attività della Società Sportiva , detta Sales, con molte centinaia di iscritti nei vari settori dello sport. E non è da tralasciare di ricordare che accanto alla chiesa della Sacra Famiglia vive, prospera, si affolla sempre di più di giovani l’oratorio, che è la prima espressione dclla spiritualità salesiana, al primo posto nella intenzione di don Bosco. Ultima, in realtà fu quasi la prima iniziativa dei salesiani a Firenze in Via Gioberti, è la rinnovata Libreria Salesiana.